La storia di Torino in pillole

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    • Tragedia a Superga
    • L'aereoplano che trasportava la squadra di calcio del Torino, di ritorno da una trasferta, precipitò nei pressi della Basilica di Superga causando la morte di tutti i membri della squadra e dell'equipaggio, 31 persone in tutto. Il 22 giugno tuttavia, con la squadra ragazzi, il Torino riuscì a vincere il suo sesto campionato.
    • 25 aprile a Torino
    • I moti che precedettero la liberazione di Torino, al termine del secondo conflitto mondiale, cominciarono con uno sciopero generale il 18 aprile 1945.
      La popolazione si adoperò con coraggio estremo, arrivando in alcuni casi a respingere i tentativi nazisti di ingresso nei quartieri operai. Il 25 aprile i partigiani entrarono in città costringendo i reparti tedeschi alla ritirata il 28. La colonna di carri armati della Wermacht, uscendo dalla città, si fermò e puntò i cannoni contro lo stabilimento della Fiat a Mirafiori. Fortunatamente il comando tedesco decise di proseguire la ritirata senza ritorsioni. Gli alleati arrivarono nel capoluogo piemontese soltanto il 10 maggio.
      Per il grande eroismo dimostrato dai cittadini, Torino ricevette nell'immediato dopoguerra la Medaglia d'Oro della Resistenza.
    • Telecom d'altri tempi
    • La Società telefonica piemontese (Step) ottenne la concessione dell'esercizio telefonico in Piemonte e in Lombardia il 23 aprile del 1925, e mutò in tale circostanza la propria ragione sociale in Società telefonica interregionale piemontese e lombarda (Stipel), nucleo originario della futura Sip.
    • Taverna Futurista del Santopalato
    • Si inaugurò il 9 marzo 1931 a Torino la Taverna Futurista del Santopalato alla presenza di Emilio Marinetti, fratello del più celebre Tommaso. La Taverna era stata decorata dall'architetto Djulgheroff e dal pittore Fillia.
      Il pranzo di inaugurazione fu di 14 portate di ispirazione futurista: antipasto intuitivo, aerovivande, brodo solare e salame con brodo di caffè. La Taverna chiuse i battenti nell'immediato dopoguerra.
    • Medaglia d'oro della Resistenza
    • Nel secondo anniversario della Liberazione, Torino ricevette dalla Presidenza del consiglio dei ministri la Medaglia d'oro per meriti conseguiti dalla cittadinanza durante la Resistenza.
    • Prezzi
    • Nel 1869, come apprendiamo dal giornale locale della valle di Susa, "L'eco susina", il grano costava 22 lire al quintale, il mais 12.50, il riso 32, l'orzo 13, il vino da 33 a 54. Il burro da lire 1.90 a 2.50, il pane da 45 a 50 centesimi al kg, le patate da 75 centesimi a una lira per 10 kg.
    • Battaglia dell'Assietta
    • Dieci battaglioni comandati dal generale Cacherano di Bricherasio e Paolo Novarina sconfissero il 19 luglio 1747 le truppe francesi al colle dell'Assietta. Si trattò di una vittoria eroica che restò scolpita nella fantasia e nell'orgoglio popolari, al punto da divenire fonte di numerose canzoni.
    • Battaglia di Torino
    • Al termine di un durissimo assedio che durava dal 5 maggio, il 7 settembre 1706 si scatenò una violentissima battaglia. Le truppe piemontesi, comandate dal principe Eugenio di Savoia e dal duca Vittorio Amedeo II, si scontrarono con le truppe francesi, comandate dal duca d'Orléans. Al termine della battaglia le perdite furono ingenti da ambedue le parti (2000 morti per gli alleati franco ispani e 900 tra i piemontesi), ma Torino riuscì a liberarsi tanto dal dominio francese quanto da quello spagnolo.
    • Nascita della Giunta comunale
    • Nel 1112 venne convocata una curia giudiziaria presso il Vescovo di Torino Mainardo per dirimere la questione del possesso di Scarnafigi, che pur appartenendo al monastero di San Pietro, era stato detenuto illegalmente dai visconti di Torino, i quali lo avevano dato in feudo dai signori di Cavour. Si tratta del primo documento in cui compaiono rappresentanti del Comune di Torino.
    • Suddivisione territoriale
    • Il Regno di Sardegna era amministrativamente ripartito in divisioni, provincie, mandamenti e comuni. I comuni erano 3192, dei quali un terzo abbondante non toccava i mille abitanti, quasi dovunque sparpagliati in numerose frazioni e case sparse.
      Soltanto 116 comuni avevano più di cinquemila abitanti e ciò significava che la popolazione del Regno di Sardegna viveva in grande maggioranza nei piccoli centri abitati di campagna e svolgeva in prevalenza (non meno del 70%) la propria attività in agricoltura. In montagna viveva allora circa il 25% dell'intera popolazione: una percentuale molto alta rispetto ai valori attuali.
    • Durata media della vita
    • Nella terraferma del Regno di Sardegna (quindi Sardegna esclusa) la durata media della vita era di soli 33 anni e 44 giorni. Questa è una percentuale molto più bassa di quella degli altri stati italiani e dipendeva dall'altissimo tasso di mortalità infantile.
    • Azzurri
    • Il colore azzurro, adottato da tutte le squadre rappresentative della nazione nei diversi sport, fu scelto all'indomani della fondazione del Coni (10 giugno 1914) in omaggio al colore blu degli stemmi di casa Savoia.
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